Nella sua ultima mostra, “The Future Was Then”, l’artista Daniel Arsham ha scolpito un percorso attraverso la Pamela Elaine Poetter Gallery nello SCAD Museum of Art, utilizzando una serie di muri in finto cemento. La serie di pareti, lunga 90 metri, inizia con la sagoma di una forma astratta delle dimensioni approssimative di un corpo umano. Osservando la progressione delle pareti, i fori creano una forma di rappresentazione, che termina con la sagoma completamente formata di un essere umano a grandezza naturale.
L’installazione “Wall Excavation” esplora, in una sorta di timeline, il modo in cui l’uomo interagisce con l’architettura, continuamente distruggendo e costruendo muri.
Altre info su danielarsham.com | scadmoa.org | Instagram | Facebook | Twitter
Segui Keblog su Google News!